Estremità oscure

Diario di Darnath (5° seduta)

“No Trokk, che fai!” – sentii Kir gridare poco prima che il mezz’orco abbattesse la sua ascia su di me.

Ma io ero pronto a ricevere il colpo, avevo subito capito che qualcosa si era impossessato di lui.

Eravamo entrati in contatto con il male più puro di quel luogo, i non morti.

Creature tenute in non-vita da magia oscura che hanno come unico scopo, quello di soddisfare i loro

bisogni, che coincidono con la sofferenza ed il sacrificio di esseri viventi.

La loro distruzione è dovere di ogni uomo della Luce e me ne farò carico in questa missione.

Per la seconda volta dopo l’incontro coi goblin ci troviamo costretti ad interrompere la cerca della

piccola Priscilla e del fratello di Trokk , dato che quest’ultimo ci assale in preda ad una furia omicida,

posseduto da chissà quale stregoneria.

Non ci mettiamo molto a metterlo fuori combattimento, e non abbiamo il tempo di vedere com’è messo

dopo i nostri colpi che dal suo corpo si erge la figura nubiforme di uno spettro!

Si tratta sicuramente della manifestazione del defunto sacerdote di Molok, rifiutatosi di lasciare questo

mondo dopo la morte. La sua sola vista causa a tutti una stretta al cuore e vedo Kyr cedere al panico:

una ciocca dei suoi folti capelli scuri diventa bianca per il terrore e le sue gambe cominciano a tremare.

Il fantasma volge il suo interesse su di me, sento la sua mente provare ad influenzare la mia e la sua

forma gassosa provare ad entrare nel mio corpo, ma non ha ancora capito chi ha di fronte.

Rigetto la sensazione di paura ed il suo patetico tentativo si possessione e con tutto il mio odio gli urlo

contro: "Creature dell’oscurità è giunto il tuo momento, la punizione di Torm è qui di fronte a te, sono la

spada che ti farà tornare polvere! TU DEVI TEMERMI!"

Così dicendo convoglio tutta la mia convinzione verso la nuova spada argentata che impugno ed una

luce azzurra avvolge la lama; sento la benedizione del mio Dio scaldarmi le membra ed il mio vigore

rinnovato.

Con precisione colpisco il servo di Molok, la spada penetra la sua instabile forma causando un’esplosione

di luce ed urla di dolore: possiamo sconfiggerlo!

Roland chiede l’intervento di Lathander punendo con dardi sacri la figura nemica, Reneris continua a

lanciare le sue sfere infuocate mentre Kyr combatte contro la sua paura e sembra vincere, perché i suoi

dardi continuano a cercare il bersaglio talvolta trovandolo, altre volte no.

Nel giro di pochi secondi il fantasma è costretto a fuggire scomparendo tra le mura della cripta ed a

nulla serve il nostro tentativo di inseguimento.

L’abbiamo perso.

Siamo stremati, vedo la stanchezza sul volto di tutti. Abbiamo perso un compagno ed un altro è a terra

privo di sensi; siamo in ambiente ostile l’oscurità è palpabile, ma nonostante questo sento la vicinanza

del mio Dio.

Egli è con me in questa missione, mi guida e mi sta donando parte del suo potere…lo avverto.

Mi sto spingendo oltre il limite, come tutti qui e quest’esperienza sta temprando le nostre anime ed i

nostri corpi; mi rendo conto però che non possiamo continuare così e sperare di portare a termine la

nostra missione, abbiamo bisogno di un po’ di riposo anche se il tempo stringe.

Prima di incontrare il fantasma abbiamo dovuto abbattere un’altra aberrazione non morta, un abile

spadaccino difficile da distruggere accompagnato da una coppia di ghoul.

Il combattimento è stato rapido e brutale e fortunatamente è finito senza danni da parte nostra, anche

se Reneris e Roland sono stati costretti ad utilizzare le ultime risorse che avevano a disposizione.

La stanza di Molok mi ha sorpreso: al centro di questa un altare molto semplice, costruito con un

materiale simile al marmo, apparentemente molto pregiato; quattro alte colonne che si perdono

nell’oscurità che aleggia sul soffitto; dipinti che rappresentano il dio in tutto il suo perverso splendore,

mentre esprime la sua benevolenza verso i suoi servi.

E’ bizzarro vedere tali rappresentazioni, una specie di divinità, mezza uomo e mezza toro che protegge il

suo gregge di adoratori…creature demoniache dalle forme che infastidiscono gli occhi di chiunque le

guardi per più di qualche secondo.

La stanza non ci ha riservato altre sorprese, così abbiamo deciso di andare oltre, sperando di trovare un

passaggio che ci portasse verso la zona di cui si sono impadroniti i goblin.

Un passaggio verso il basso l’abbiamo trovato subito: una grata chiusa da un lucchetto che non ha

presentato una sfida per le abili dita dello gnomo.

Abbiamo poi trovato il fantasma ed una porta molto strana, che coglie l’interesse del figlio di Lord

Carter.

Questa porta non si può aprire in modo convenzionale, è piena di spuntoni e al posto della serratura

presenta uno spillo sporco di sangue. Kyr scuote il capo, incapace di svelare cosa si cela dietro la

meccanica di questa porta; Reneris invece fa sfoggio di tutta la sua incoscienza, pungendosi un dito nella

speranza che il suo sangue alimentasse chissà quale oscuro meccanismo di apertura!

Un’idiozia che Reneris era pronto a ripetere se non l’avessi fermato: "Non davanti a me Reneris, non sai

a cosa vai incontro! Non posso permettertelo…i rituali oscuri portano solo altra oscurità. Non lo farai

finché sono qui."

In risposta ho ricevuto il suo sguardo di accondiscendenza, quasi beffardo. Le pratiche oscure hanno

molto fascino su alcune menti e su quelle del Gayle paiono esercitarne in abbondanza.

Non mi interessa ciò che pensa di me, faccia i pensieri che vuole, ma anche la sua vita è sotto la mia

responsabilità, il padre l’ha affidato a me e finché sarò qui nessuno cederà a tali tentazioni.

Siamo ora di fronte a un dilemma…continuare la cerca, perché la vita della piccola Priscilla è sul filo del

rasoio, o fermarci, riprendere fiato e ricominciare quanto prima?

Ogni istante che passa ci allontana dal trovare la bambina viva, ma senza forze le possibilità di fallire e

perdere tutti la vita sono comunque alte.

E’ il momento delle decisioni difficili.

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LucioBria

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